24 giugno 2007
Alle 5 dopo, una notte insonne per il caldo ma soprattutto per la stanchezza, ci bussano alla porta per avvertirci che la colazione è pronta. Una veloce rinfrescata al viso e andiamo a mangiare. Non ho fame. Butto giù un tazza di latte e un po’ di pane e marmellata. Alcuni di noi cominciano ad avere i primi sintomi di dissenteria. Valter, il medico della spedizione, ci rassicura. Passerà presto. Speriamo bene. Scorta d’acqua, si sale sul pulmino alle 6 puntuali alla volta di Skardu. Già dai primi tornanti mi accorgo che la strada, rispetto a ieri, è notevolmente peggio: più stretta, più tornanti, a tratti crollata e non sempre asfaltata. Il fiume è centinaia di metri più in basso. Il capitano Habib non sta bene già dal pomeriggio di ieri. Durante il tragitto superiamo numerosi check point della Polizia. Ad ognuno lasciamo una copia della nostra autorizzazione con i visti d’ingresso in Pakistan. Tutto bene. Il capitano invece no. Dorme da quando siamo partiti. Già da ieri sera Valter si era informato sulle sue condizioni: mal di stomaco. Arriviamo all’Alan Bridge e lasciamo la Karakorum Highway, che in circa 300 chilometri conduce al confine cinese, deviando verso destra per Skardu. E’ da ieri che il nostro autista continua a mettere le stesse cassette di musica pakistana ad un volume assurdo. Cerchiamo di fargliela abbassare ma i risultati sono deludenti. Verso le 12 arriviamo a Istaknava, circa 1.800 metri di quota e ci fermiamo per mangiare. Il capitano Habib sta davvero male. Ci parliamo e alla fine Valter deduce che il suo malore dipende dal mal d’auto. Recuperiamo il medicinale adatto e glielo diamo. Pranzo velocissimo: riso, chapati, verdure, pollo, the verde. Il tutto condito abbondantemente da curry, pepe e altre spezie piccantissime. Ovviamente tranne il the che invece è bollente. Alle 13 si riparte. Il caldo esterno è insopportabile. Entriamo nel pulmino e misuro la temperatura: + 39°! La strada sale, la temperatura anche, quasi con la stessa intensità della musica! Spesso incrociamo camion o altri pulmini. Ogni volta sembra una specie di duello fra gli autisti: incrociano gli sguardi, si puntano con i mezzi, aumentano la velocità, arrivano quasi a scontrarsi frontalmente e… all’ultima frazione di secondo si evitano sterzando l’uno verso destra e l’altro verso sinistra. Il problema è di chi viaggia a destra, ovvero sul bordo del precipizio! Si accettano scommesse! Continuiamo a salire. Finalmente arriviamo sulla piana di Skardu. Una splendida oasi di verde quasi immersa fra le dune di un deserto in quota. La piana è solcata dal fiume che scorre lentamente. Siamo nel Baltistan una delle aree più a nord del Pakistan. Attraversiamo la piana, saliamo ancora un po’ e alle 16 in punto entriamo nel cortile dell’Hotel Mashabrum. L’Hotel è presidiato, sia all’interno che all’esterno, da un cospicuo numero di poliziotti armati di tutto punto. Ci spiegano che al piano inferiore è in corso un incontro con uno dei capi musulmani più importanti della zona. Ci assegnano le stanze. A me e Giampaolo tocca una stanza che raggiunge una temperatura ancora più elevata dell’esterno. Ci facciamo la doccia, scendiamo e chiediamo il cambio. Stessa cosa fanno Agostino e Maurizio, il rischio è quello di non riuscire a dormire anche stanotte. Alle 18 piccolo briefing con John e con il Sirdar (il capo dei portatori) per discutere i dettagli inerenti i materiali, il numero dei portatori, la divisione in due gruppi (quello diretto al campo base del Broad Peak sul Baltoro e quello diretto alla Nangmah Valley), il cibo da acquistare, ecc. L’operazione non è semplice sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista della logistica in quanto si deve comunque trattare ogni piccolo dettaglio e cercare di farsi capire in un inglese mediato fra italiano e pakistano. Alle 8 a cena e successivamente nostra riunione per discutere ogni minimo dettaglio. Quindi in camera ultimi lavori al computer e poi, forse, finalmente a letto.
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Commenti per l'articolo 24 giugno 2007
Un saluto a tutti ma soprattutto al mitico ZIO!
Se siete sopravvisuti a questa due giorni di tour de force, soprattutto al caldo, la scalata sarà una passeggiata! Un "fresco" saluto a tutti, specialmente a Valter che se non ricordo male ha nel caldo il suo nemico pubblico n.1!!!