26 giugno 2007 Nangmah Valley
26.06.2007
Come tutti i giorni sveglia di primo mattino. Alle 5:30 colazione, scendiamo i bagagli, lasciamo in hotel due bidoni con le cose che non ci serviranno per il proseguo della nostra avventura. Alle 6:00 saluti, raccomandazioni, in bocca al lupo, una pacca sulla spalla e l’arriverderci a fra 20 giorni circa.
Ci dividiamo. Tutti gli altri verso Askole per iniziare il cammino verso il campo base del Broad Peak, noi quattro saliamo insieme a John in due jeep e ci dirigiamo verso Hushe alla volta della Nangmah Valley. Breve sosta per la colazione degli autisti, ne approfittiamo per scambiare almeno due sorrisi con i bambini del villaggio. Ripartiamo subito seguendo il corso dell’Indo.
Posto di blocco. Questa volta a differenza di tutte le altre ci indicano di scendere. Non è più una rapida formalità. Non sono poliziotti ma militari. Ci fanno registrare nomi, passaporti, visa, ma soprattutto chiedono notizie di noi a John. Ci aveva avvertiti Nazir Sabir, presidente del Club Alpino Pakistano, nell’incontro avuto presso la sede del Ministero del Turismo. Si era raccomandato per un comportamento esemplare, e l’impegno a non inoltrarsi troppo nella valle onde evitare di giungere al confine con l’India, nei territori contesi del Kashmire.
Ripartiamo e John ci ricorda ancora una volta che siamo entrati in territorio militare dove le regole sono ancora più ferree e che ogni nostro “errore” potrà crearci seri problemi al ritorno.
Attraversiamo con un ponte l’Indo e ci inoltriamo nella valle di Hushe lasciandoci alle spalle ogni traccia di strada asfaltata e da qui i primi segni di disagio.
Siamo su un terreno arido e polveroso, ma soprattutto sconnesso. Strada stretta ed esposta, consente il passaggio ad un solo mezzo costringendo i nostri driver (autisti) ad azzardare rischiose manovre nell’incrociare altri mezzi.
Dopo qualche chilometro di strada accidentata, il giunto cardanico di una delle due jeep cede. Sconcertati per l’accaduto ci guardiamo perplessi per il proseguo del viaggio. Con disarmante compostezza, a colpi di crick, un pezzo di ricambio ed un martello prestatogli da noi, i driver la rimettono in funzione alla faccia dei migliori meccanici.
Il viaggio continua senza interruzioni fino al villaggio di Kande dove salutiamo i driver con i quali ci diamo appuntamento all’11 di luglio, giorno previsto per il rientro a Skardu.
Si allestisce il campo e si reclutano i portatori. Ci fa visita Alika Che, capo del villaggio di Kande, spiegandoci che due devastanti alluvioni nel 1997 e nel 2000 hanno portato via parte delle abitazioni. Ci chiede un aiuto economico per la popolazione.
Profondamente colpiti dalla condizione di disagio e povertà degli abitanti ci proponiamo di impegnarci anche per un aiuto futuro.
Agostino, Alessandro, Maurizio, Tony
Lascia il tuo commento per l'articolo 26 giugno 2007 Nangmah Valley
Avvertenze da leggere prima di inviare commenti da questo sito:Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al sito
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.).
Comunque il proprietario di questo sito potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi. In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.
L'email non sarà pubblicata, ma sarà registrato l'indirizzo IP dell'utente.
Tutti i campi sono obbligatori.


Commenti per l'articolo 26 giugno 2007 Nangmah Valley
Ciao ragazzi, che bello risentirvi...