26 GIUGNO 2007
26.06.2007
Alle 6.15, dopo esserci alzati alle 5 (da oggi in poi eviterò di dire che il sonno è un lontano miraggio: da una media di 3 – 4 ore a notte sono passato a 2) e aver fatto colazione, partiamo da Skardu alla volta di Askole. Nel cortile dell’Hotel Mashabrum ci salutiamo. Qui i gruppi si dividono: Giampaolo, Leandro, Claudio, Enzo, Valter, Armando, Flavio e io assieme all’ufficiale di collegamento e al sirdar Rahib saliamo su tre jeep. Agostino, Maurizio, Tony e Alessandro con John su un’altra. Usciamo da Skardu, entriamo nella valle dell’Indo e per circa 10 km seguiamo una strada stretta ma asfaltata. Poi si trasforma in una serpentina a tratti sabbiosa e a tratti fangosa. Giampaolo e Valter sono seduti insieme al conducente, Leandro e io dietro. Nonostante il caldo dopo pochi minuti ci infiliamo il pile e ci copriamo integralmente il viso con il foulard per la polvere e la sabbia. Alle 9.30 arriviamo al chek point militare di Dassu. Attendiamo l’arrivo della jeep con il Capitano Habib e con Rahib. Durante l’attesa, alziamo lo sguardo sulla nostra destra e a circa mille metri più in alto notiamo una serie di postazioni militari, siamo al confine con la Cina. Arriva la jeep con il nostro ufficiale e Rahib consegna i nostri documenti. Veloce controllo e passiamo il check point. Pochi chilometri di strada sempre più dissestata e alle 10.15 ci blocchiamo nei pressi di una strettoia. Una decina di jeep è ferma. Scendo e vado a dare un’occhiata. Mentre cammino supero le jeep con i nostri materiali e quelli della spedizione diretta al Gasherbrum II. Dopo circa 300 metri scopro la causa. E’ crollato un ponte di neve sul quale passava la strada. Ponte di neve che si era formato in seguito al distacco di una valanga caduta tempo addietro. C’è una voragine enorme. Alcuni portatori armati di piccone e pala si danno da fare. Altri portano pietre. Ci vorrà parecchio tempo. Torno indietro e vado ad avvisare gli altri. Aspettiamo o proseguiamo a piedi? Ci prendiamo qualche minuto per decidere. Rahib mi informa che stanno piazzando dell’esplosivo a monte del crollo per aprire un varco. Vedere come i portatori manovrano l’esplosivo mi fa venire i brividi. Due secche esplosioni, a distanza di qualche minuto, e una parte di neve ghiacciata crolla. Passiamo a piedi. Per far passare le jeep ci vorranno almeno altre 3 ore di lavoro. Dall’altro lato del crollo c’è una jeep pick up. Saliamo dietro e anche la spedizione spagnola ci segue. Sul cassone siamo in quindici, tre in cabina e Rahib sul predellino esterno dal lato opposto al guidatore. Venti minuti di jeep, viaggiando su una strada impossibile e guadando un torrente in piena (il ponte è stato spazzato via), e arriviamo al lodge K2 Inn Hotelo dove ci fermiamo a mangiare e ad aspettare che arrivino le nostre jeep. Anche le spedizioni svizzera e spagnola dirette al GII aspettano. Mangiamo qualcosa. Valter ci misura la pressione. Stiamo bene. E intanto continuiamo ad aspettare. Qualcuno scrive, qualcuno chiacchiera, qualcuno dorme con la testa poggiata sul tavolo e disteso fra due sedie. Io ne approfitto per aggiornare al computer il diario. Verso le 17 riusciamo a partire. Percorriamo una strada da brivido che costeggia il fiume. E’ un continuo saliscendi, con tornanti a picco sul fiume così stretti che l’autista è costretto a farli in due tempi. Alle 18.15 ci fermiamo di nuovo. La strada davanti a noi è franata e non si può proseguire. L’autista fa marcia indietro per pochi metri. Altra frana. Non si può andare né avanti né indietro. Siamo a 15 minuti da Asole. Ci fermiamo a in uno spiazzo e allestiamo un campo di fortuna. La strada continua a franare. Sono le 19.40. E’ notte. Finiamo di montare le tende. Discussione con gli autisti per le mance. Contratto con Rahib.
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