21 - 22 GIUGNO 2007
Dopo pochissime ore di sonno si ripete, a distanza di poco meno di cinque anni, il rito del ritrovo all’ICRA per la partenza per una nuova spedizione:questa volta la meta sarà il Pakistan del nord, catena del Karakorum, Broad Peak – 8047 mt. Un anno di preparativi per l’organizzazione, le riunioni, gli incontri con gli sponsor, con gli enti…un anno di allenamenti (fra palestra e montagna), un anno in cui tutti gli attimi liberi dal lavoro, e rubati agli affetti, sono stati dedicati a questa nuova iniziativa promossa dal Centro Documentazione Alti Appennini. Ecco il ripetersi di abbracci, baci, qualche lacrima nascosta da occhiali scuri, all’alba di un giorno di quasi fino giugno che si preannuncia già caldo e afoso sin dalle prime ore. Due pulmini varcano il cancello dell’ICRA (nella zona industriale ovest de L’Aquila) alla volta di Fiumicino. Il viaggio fila liscio fino alla barriera di Lunghezza. Qualche parola, un po’ di pensieri, un po’ di nostalgia, qualche piccola tensione malcelata, il ricordo indelebile di chi si è appena lasciato e la speranza che tutto fili liscio. Incomincia la coda, la marcia degli autoveicoli è a singhiozzo ma alla fine, verso le 9.30, siamo a Fiumicino. Scarichiamo i bagagli, cerchiamo il banco della nostra compagnia per il chek in e aspettiamo in coda mentre un amico di Maurizio, Marco, ci aiuta a velocizzare le pratiche per l’imbarco. Varchiamo l’area aeroportuale interdetta al pubblico, ultimi saluti e ultime lacrime. Un po’ di attesa e alle 12 ci imbarchiamo . Dopo aver aspettato oltre 40 minuti rispetto all’orario previsto, l’Airbus A330 decolla. In volo. Ci siamo. Il distacco ora è totale e forse in questo momento la nostalgia è più acuta. Viaggio tranquillo e alle 19 circa atterriamo a Doha nel Qatar. Una zaffata di caldo asfissiante ci accoglie appena mettiamo piede sulla scaletta per scendere dall’aereo. Il caldo ci impedisce quasi di respirare. Velocemente sul pullman e subito al terminal. Fila. Controllo. Sicurezza. Vengo fermato da un poliziotto della sicurezza che mi fa aprire lo zaino: allo scanner ha visto la mia radio ricetrasmittente. La vuole assieme al biglietto dell’aereo e me li sequestra. Per le nuove norme sulla sicurezza la radio non può viaggiare in cabina ma nella stiva. Mi dice che il tutto mi sarà restituito al momento dell’imbarco per Islamabad previsto per le 0.50. Con un po’ di ansia seguo gli altri e, trovata una buona sistemazione nell’ampia sala d’aspetto, ci mettiamo firmare oltre 1.300 cartoline della spedizione che, amici, parenti, conoscenti ed estranei hanno acquistato per sostenere Abruzzo Karakorum 2007.
21.06.2007
Alle 23.30 ci rechiamo all’ingresso 5 destinazione Islamabad. Cerco l’addetto alla sicurezza per recuperare radio e biglietto. Lo trovo. Mostro il passaporto. Mi dice di attendere qualche attimo. Intanto gli altri varcano la soglia e io aspetto. Do segni di insofferenza. L’addetto mi dice di stare tranquillo, in pochi minuti tutto sarà risolto. Dopo 10 lunghi interminabili minuti mi vengono riconsegnati radio e biglietto, ma la radio viaggerà nella stiva. Ho forti dubbi di ritrovarla. Saliamo sull’aereo e anche qui, dopo oltre mezz’ora di ritardo, decolliamo in una notte stellata e illuminata da una miriade di fiammelle che si levano dai pozzi petroliferi. Bambini che piangono, donne che cercano di tranquillizzarli, uomo dallo sguardo fiero e severo che sembrano non accorgersi della nostra presenza. Finalmente alle 6.50 atterriamo a Islamabad. Aeroporto modesto ma efficiente, niente a che vedere con il lusso e l’asetticità di Doha. Ho forti dubbi di ritrovare la mia radio. Eppure dopo alcuni attimi di attesa ecco che sul nastro trasportatore compare il sacchetto con la radio. E poi mano a mano i nostri bagagli. Controllo doganale veloce e uscita all’esterno. Un uomo solleva il cartello dell’agenzia che ci cura la logistica in Pakistan: Adventure Tours Pakistan. Lo vedo, lo chiamo, mi fa cenno di seguirlo. Siamo fuori, all’aperto, in un caos umano e meccanico indescrivibile, colpiti da un caldo umido sempre più violento. Si chiama John e ci guida verso un pulmino sul quale carichiamo i bagagli, quindi saliamo e ci mettiamo in movimento per raggiungere l’albergo. L’idea di una doccia e di un po’ di riposo ci fa stare allegri. L’allegria dura davvero poco tant’è che solo dopo pochi chilometri la vettura si ferma e dal cofano del motore fuoriescono preoccupanti nuvole di vapore biancastro. Ci fermiamo. L’autista scende e va alla ricerca dell’acqua. Aspettiamo ai bordi della strada. Tale situazione si ripeterà per altre due volte ma alla fine giungiamo all’Envoy Continental Hotel. Disbrigo formalità, colazione, qualche problema nel reperire tutte le stanze. Alla fine riusciamo a sistemarci e crolliamo sfiniti sui letti. Qualche ora di sonno ci fa recuperare un po’ di energie. Una doccia e alle 15 tutti nella hall dove ci attende John. Andiamo negli uffici della Adventure Tours Pakistan per un briefing. Dopo un primo colloquio con Essar Kamir Manager della A.T.P. scopriamo che non è possibile transitare per il Gondogoro Pass a causa dell’apertura, in questi ultimi giorni, di un enorme crepaccio largo oltre 15 metri. Corde fisse e attrezzature alpinistiche, necessarie per superare in sicurezza il passo sono scomparse inghiottite nella voragine. Il rischio è che l’altra parte alpinistica della nostra spedizione (l’apertura di una nuova via di arrampicata nella zona del Charakusa Glacier) salti. Agostino, Maurizio, Tony e Alessandro sono dapprima perplessi ma poi il nervosismo si fa sentire. Febbrili contrattazione. Discussione con Essar Kamir. Proposta di cambiamento di itinerario per non rinunciare. Telefonata ai responsabili governativi e al Club Alpino Pakistano. Telefonata in Italia a Renato Moro della Focus. Domani mattina ulteriore briefing con la A.T.P., incontro al Ministero per i permessi, decisioni. Rientro in albergo. Un po’ di riposo. Cena. In terrazza dell’Hotel per provare la strumentazione di trasmissione satellitare.
Antonio Massena
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Commenti per l'articolo 21 - 22 GIUGNO 2007
Vai Mandolo!!!tutti noi.
ciaooo vi abbraccio tutiiii, forza LEA, GAMPA,AGO
Forza!!!!
un bacio grosso per enzo. Marco e Marino. Vai forte zio, sei grande
...Vai Enzo...siamo con te....In bocca al lupo ragazzi....Vero e Ale
Che i nostri pensieri e le nostre preghiere vi accompagnino sino sulla cima. Un bacione grosso grosso dal Trentino!
Spero si risolva per Ago e gli altri... un caloroso abbraccio sabri
"Vola alto solo chi osa farlo". Coraggio,non mollate.
ciao ragazzi, non mollate. Un salutone a Claudio.
in bocca al lupo a tutti !!!!!!! in particolare un abbraccio ed un bacio benaugurante a maurizio ( vai fratello , sei un grande)!!!! Kikko
Forza, vi seguiamo tutti!!!
Siamo tutti con Voi!!!...non mangiate i gelati...