Progetto Solidarietà
Sin dall’inizio della propria storia l’alpinismo in regioni extraeuropee, ha dovuto confrontare la propria realtà di espressione culturale e sportiva della ricca civiltà occidentale con le dure condizioni di vita delle popolazioni che vivono ai piedi delle grandi catene montuose dell’Asia, dell’Africa e del Sud America. Se si leggono i diari delle centinaia di spedizioni alpinistiche che, dalla fine dell’ottocento ad oggi, si sono avventurate nel Karakorum, non manca mai un riferimento, condito da malcelato disagio, all’estrema povertà delle popolazioni locali. E possiamo dirlo con certezza che non esiste carovana di alpinisti, ma ciò è vero anche per i piccoli gruppi di trekkers, che non venga letteralmente assalita con la richiesta di cibo e, soprattutto, di cure mediche con la conseguenza che il lavoro dei medici delle spedizioni comincia un bel pezzo prima del raggiungimento del campo base.
La convinzione di alcuni alpinisti italiani che la donazione degli antibiotici e degli altri farmaci non utilizzati nel corso della scalata non fosse più sufficiente e che qualcosa di più e di meglio poteva essere fatta ha portato alla fondazione nel villaggio di Askole (quota 3000 - inizio Ghiacciaio del Baltoro) del Dispensario Medico “Lorenzo Mazzoleni”, unico centro di assistenza medica per le popolazioni di una regione vasta quanto una grande nazione europea.
Il problema posto attualmente sul campo dagli alpinisti italiani è quello del potenziamento del dispensario e della sua trasformazione in punto medico di primo intervento. Consapevole dell’importanza dell’obiettivo, e da sempre sensibile a tali problematiche, il Centro Documentazione Alti Appennini, ha avviato un progetto di solidarietà che trova nella Spedizione “Broad Peak 2007” il primo momento operativo.
La collaborazione iniziata nel 2002 con l’Azienda Farmaceutica Municipalizzata dell’Aquila e il coinvolgimento attuale degli Enti Amministrativi e delle Istituzioni di ricerca abruzzesi garantiranno la riuscita di questo primo livello operativo che si colloca a pieno titolo all’interno dei progetti e protocolli d’intesa siglati fra il governo italiano e quello pakistano nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantenario della prima salita del K2. L’ingresso della montagna abruzzese nella rete di solidarietà che il mondo alpinistico italiano ha intessuto ad Askole negli ultimi anni oltre che di grande aiuto per lo sviluppo del progetto è ritenuto dal Centro Documentazione Alti Appennini oltremodo doveroso.
Progetto Scientifico
Una spedizione alpinistica ad una delle vette più alte del pianeta, proprio per le condizioni estreme in cui si svolge, rappresenta un’occasione oltremodo interessante per la ricerca scientifica in ambiente. L’esperienza, positiva anche sotto questo profilo, della spedizione “CHO OYU 2002” ha spinto ancora una volta il Centro Documentazione Alti Appennini alla collaborazione con l’Università dell’Aquila. La partecipazione delle Facoltà di Scienze motorie e di Medicina e chirurgia vedrà pertanto la realizzazione dei due protocolli di ricerca, dai notevoli e impliciti risvolti pratici, che qui si espongono sinteticamente.
Facoltà di Scienze motorie
Monitoraggio quotidiano della capacità di tolleranza allo sforzo fisico.
Nella pratica sportiva, a tutti i livelli ma in particolare in condizioni di sollecitazione estrema, come è il caso dell’allenamento di atleti di èlite o dell’allenamento in condizioni ambientali particolari, tra cui l’alta quota, uno dei crucci principali è la scelta individuale del carico quotidiano ottimale da somministrare.
Con questo progetto di ricerca si intende validare un nuovo procedimento di verifica anticipata della capacità di sopportazione individuale del carico di allenamento quotidiano, basato sulla auto-misurazione di pochi e semplicissimi parametri fisiologici.
L’obiettivo è conoscere in anticipo, al mattino, l’entità del carico di allenamento o di stress fisico che un soggetto può sopportare in quel giorno, in maniera da ottenere il massimo effetto con il minimo rischio di sconfinare in situazioni, estremamente frequenti, di superallenamento o di sovraccarico.
Nel caso di soggetti che devono affrontare una spedizione alpinista particolarmente impegnativa, un sistema di monitoraggio siffatto servirebbe sia ad ottimizzarne la preparazione nel periodo precedente la partenza, sia a controllarne, durante la scalata, l’adattamento alle quote cui si trovano i vari campi ed alla condizione di stress complessivo e, quindi, a decidere la migliore entità dell’attività quotidiana nel periodo immediatamente a ridosso dell’ascesa.
Inoltre, questo sistema consentirebbe un semplice e precoce rilevamento di situazioni patologiche in atto permettendo, ad esempio, un utile periodo di riposo o la scelta dei soli individui perfettamente sani per la partecipazione al gruppo di ascesa.
Questo sistema di monitoraggio, basato sull’analisi dei dati individuali, verrebbe quindi perfezionato con il suo utilizzo durante questa spedizione e nelle condizioni particolari di stress che tanto frequentemente si verificano in tali situazioni.
L’esperienza sarà perciò estremamente utile in futuro per fornire un sistema di ottimizzazione sia dell’allenamento degli atleti che della programmazione dell’attività dei partecipanti di spedizioni in montagna.
Facoltà di Medicina e chirurgia
Una spedizione in ambienti estremi è una opportunità di studio eccezionale, per condizioni sicuramente non riproducibili in laboratorio, a causa delle numerose variabili in campo. Studiare la fisiologia umana in quota è stato l’obiettivo della spedizione del 2002. Studiare la variazione di alcuni parametri specifici è l’obiettivo della presente spedizione.
In particolare, si espongono alcuni dei protocolli che si intende portare avanti.
- Modificazioni dei parametri ventilatori mediante esame spirometrico a tempo 0 (condizioni attuali, di base), nella fase di adattamento ed allenamento, durante la spedizione e al ritorno dalla stessa.
- Uno dei problemi più lamentati dagli alpinisti, alle basse temperature, è il dolore ischemico alle estremità (da freddo). Nella fase di acclimatamento si assiste ad una modificazione dei valori dell’ematocrito, dell’emoglobina, dei parametri ventilatori. Esiste anche un condizionamento della percezione del dolore? Come varia la soglia e la tolleranza allo stesso? Sono domande che nessuno si mai posto, e a cui noi vorremo dare una risposta.
- Sappiamo quale può essere il limite di frequenza e pressione arteriosa a cui il corpo umano può essere sottoposto. Quale è lo stress reale (lavoro cardiaco e durata) che il corpo umano è in grado di sopportare durante una salita a 8000 metri? Una registrazione dei parametri in continuo, nelle 24 ore che comprendono l’arrivo in vetta, può darci un’idea del limite raggiungibile. Ciò mediante apparecchiature di telemedicina.
- Valutazione del metabolismo glucidico nella fase di adattamento in alta quota.
- Valutazione di affidabilità di apparecchiature elettromedicali (monitorizzazione cardiocircolatoria, respiratoria, glucidica) e di trasmissione dati per via satellitare.
Progetto Cinematografico

Nell’ambito della spedizione sarà realizzato un film che prosegue nel solco del progetto che Antonio Massena ha avviato nel 2000 in collaborazione con Comitato Ev-K2-CNR, il Festival Internazionale Film della Montagna e dell’Esplorazione Città di Trento e l’Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine di L’Aquila.
Il progetto, che è iniziato con la realizzazione del film Namastè (girato in Nepal attraverso i luoghi che conducono alla Piramide del CNR e al campo base dell’Everest) ed ha avuto una naturale evoluzione con Mondi sospesi, produzione realizzata durante la Spedizione Centro Documentazione Alti Appennini “Cho Oyu 2002”, viaggia sull’idea di raccontare la montagna, i luoghi, gli uomini con le loro fatiche, gioie, disperazioni, … attraverso un linguaggio sperimentale di una scrittura filmica nuova, coinvolgente e scevra da qualsiasi mediazione.
…E il viaggio continua…