Progetto comunicazione - in collaborazione con Telespazio S.p.A.-partner tecnico
Il ruolo dei media e la velocità dell 'informazione,in relazione a una spedizione alpinistica extraeuropea, che (apparentemente) si muove nel segno della lentezza e dell 'attesa,sono i cardini essenziali per la riuscita del progetto comunicazione, il presupposto principale per una corretta e completa informazione sugli avvenimenti che accadranno nel corso della nostra avventura. La piena attuazione di questo progetto non solo è la completa realizzazione della Spedizione ma è anche, e soprattutto, presupposto per la crescita degli altri nostri programmi,in corso e futuri.
La comunicazione e l 'immagine,supportati da alta professionalità, tecnica e gestionale, saranno la chiave di volta per la creazione di un substrato fertile su cui sedimentare le nostre idee di valorizzazione del complesso mondo della montagna Appennino. Il supporto dato da imprenditori della telefonia e dell 'informazione, nel permettere la realizzazione del progetto,garantirà il costante collegamento con la zona delle operazioni rendendo possibile il continuo aggiornamento delle infor mazioni e la realizzazione di un insieme di iniziative previste per il 2002 -"Anno Internazionale delle Montagne ".
Progetto film - in collaborazione con il Comitato Everest -K2 -CNR,il Festival Internazionale Film della Montagna e dell 'Esplorazione Città di Trento e l 'Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell 'Immagine dell 'Aquila
Nell 'ambito della spedizione sarà realizzato un film che prosegue nel solco del progetto che Antonio Massena ha av viato nel 2000 in collaborazione con il Comitato Everest -K2 -CNR,il Festival Internazionale Film della Montagna e dell 'Esplorazione Città di Trento e l 'Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell 'Immagine di L 'Aquila. Il progetto,iniziato con la realizzazione del film Namastè (girato in Nepal nei luoghi della Piramide del CNR e del campo base dell 'Everest)presentato all 'edizione 2001 del Filmfestival di Trento,persegue la convinzione di raccon tare la montagna,i luoghi,gli uomini con le loro fatiche,gioie,disperazioni,...attraverso un linguaggio e una scrittura filmica nuova,coinvolgente e senza mediazioni. Nella presentazione del film si auspicava:
..."Namastè è un arrivederci...a presto forse per riuscire a cogliere ancora più a fondo la complessità di un mondo ap-
parentemente semplice,così lontano ma così tremendamente vicino,dentro ciascuno di noi "....E il viaggio continua...
Progetto scientifico - in collaborazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell 'Università dell 'Aquila e Telespazio
Una spedizione alpinistica che si propone di raggiungere la cima di un ottomila è il laboratorio ideale per testare non solo le capacità fisiche e tecniche di chi vi partecipa, ma anche le risorse tecnologiche e telematiche che la medicina moderna è in grado di offrire.
Partendo dal presupposto che ciò che funziona sul Himalaya può essere utilmente impiegato in qualunque ambito extraospedaliero, il gruppo di studio scientifico, che fa riferimento alla spedizione, ha sviluppato un protocollo finalizzato ad integrare la monitorizzazione di parametri clinici con un sistema telematico di trasferimento dei dati. L'alta quota, l'isolamento, l'impossibilità di poter contare su un sistema di soccorso organizzato fanno sì che il campo base di una spedizione himalayana debba essere indispensabilmente autosufficiente, anche da un punto di vista medico. continua
L'ospedalizzazione di un ipotetico paziente dal campo base del Cho-Oyu richiede circa tre giorni, durante i quali l'unica assistenza clinica possibile è quella affidata al medico di spedizione e gli unici supporti medico-diagnostici sono rappresentati dalle capacità semeiotiche del medico stesso. Tale situazione risulta migliorabile sensibilmente dal possibile impiego di strumenti medico-diagnostici portatili e dalla possibilità di avere delle consulenze on-line. Pertanto, sono state selezionate per tale impiego apparecchiature molto compatte e leggere, adatte ad un impiego in luoghi impervi, che comprendono un elettrocardiografo-defibrillatore (Esaote), un ematoanalizzatore (Abbott I-stat), un metabolimetro. Tali apparati sono in grado di fornire un monitoraggio dei parametri fisiologici e fisiopatologici di più apparati e vie metaboliche. Le attrezzature impiegate, oltre a fornire un supporto diagnostico al medico di spedizione, permetteranno di testare le capacità di funzionamento, in ambito extraospedaliero di alta quota, degli apparecchi di monitoraggio portatili, utilizzati in condizioni di estremo disagio, quali il freddo intenso e la mancanza di ossigeno.continua
Gli obiettivi dello studio non sono solo di tipo medico-clinico, ma anche di tipo telematico. Il supporto tecnico di comunicazione permetterà, infatti, di avere dei consulenti medici in rete extranet, nell'arco delle 24 ore, localizzati in varie nazioni europee ed extraeuropee. Ciò permetterà di validare un sistema di telemedicina capace di fare diagnosi e terapia a distanza. Dove la montagna diviene giudice imparziale di un progetto volto a una nuova frontiera della moderna medicina: coniugare conoscenza scientifica e nuove tecnologie.
La messa a punto di tale sistema integrato di diagnostica medica, trasmissione dati, consulenza in rete, una volta sperimentato sulle montagne tibetane, potrà essere validamente impiegato in tutti gli ambiti extra-ospedalieri a cominciare dall'emergenza in montagna, campo nel quale siamo impegnati come Soccorso Alpino. E', pertanto, nostra speranza poter tornare dal Cho-Oyu con un sistema di diagnostica a distanza capace di essere impiegato anche nel nostro piccolo…nel nostro piccolo Tibet alle pendici e sulle vette del Gran Sasso.