06.10.2002
Campo 1 Cho Oyu (6.450 mt)

05.10.2002 ore 11.30 locali, (5.30 ora italiana) Giampaolo Gioia - componente della Spedizione Cho Oyu 2002 - ha raggiunto la vetta del Cho Oyu (8.201 mt) in undici ore, dopo essere partito dal Campo 2 (7.200 mt). La spedizione ha dovuto - causa cambiamenti metereologici in corso - anticipare i tempi della salita in vetta determinando una fase di acclimatamento troppo veloce, tant'è che gli altri alpinisti destinati a salire in vetta, Leandro Giannangeli e Agostino Cittadini hanno dovuto rinuciare a quota 7.300 mt.

A differenza del programma stabilito inizialmente i tempi sono stati anticipati di circa una settimana. Tutto ciò non toglie alcun valore all'impresa di Giampaolo Gioia, anzi l'esalta ancor più, così come al valore di tutta la Spedizione che in tempi molto brevi è riuscita a portare tutti i suoi componenti a 6.450 mt (Campo 1) e altri quattro componenti (Alessandro Palmerini, Antonio Massena, Enzo Testa e Paolo Bianchetti) a 6.730/7.060 mt. La giornata di ieri è trascorsa in una attesa spasmodica: alcuni fra il C1 e il C2, altri al C1 e altri ancora al Campo base avanzato in un continuo intrecciarsi di comunicazioni via radio, fra i vari campi, con un continuo scambio di informazioni sui risultati conseguiti. Una salita in vetta seguita praticamente in diretta. Alle 16.30 accogliamo Giampaolo e Leandro al C1: la commozione, la tensione, la voglia - finalmente - di scaricare tutto lo stress accumulato in due giorni micidiali di freddo, di vento, di mancanza di ossigeno... si sciolgono in grandi abbracci silenziosi, forti e dolci che senza parole riescono a comunicare tutto quello che c'è dentro, e anche di più. Alle 18.30 scendiamo al Campo base avanzato lasciando Giampaolo, in compagnia di Alessandro, a riposare al C1. Domani mattina, con calma, si recupererà tutto il materiale al C1 e si scenderà al Campo base avanzato per due giorni di riposo meritato. Due giorni in cui verrà smontato il Campo base e poi si scenderà alla volta di Tingri, dopo una permanenza di sedici giorni a quota 5.750 mt., primo avamposto di civiltà tibetana.