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12.10.2002 Kathmandu (Nepal)
Alle ore 7 del 9 u.s. ci siamo alzati. E' nevicato per tutta la notte
e continua a nevicare. In un campo base quasi totalmente deserto il rumore
dei campanacci degli yak ci ha tenuto svegli per tutta la notte: un suono,
giorni prima giudicato fastidioso, ora segnale di ritorno verso casa...
Smontiamo velocemente il campo, tan t'è che allle 9.30 siamo pronti
per cominciare a scendere: inizia una estenuante trattativa con i portatori
tibetani.
Ogni bidone, ogni zaino, ogni sacca vengono soppesati a mano almeno dieci/undici
volte e per dieci/undici volte spostati creando così ogni volta
gruppi più o meno piccoli, più o meno pesanti...dopo oltre
due ore il capo dei portatori ci comunica che servono altri tre yak. Decidiamo
di lasciare del materiale e finalmente verso le 12 ci avviamo verso il
campo base cinese, gli yak con i portatori ci seguiranno con oltre due
ore di ritardo. Nevica e tira vento...vento forte che riduce, assieme
alla neve, la visibilità...ci giriamo verso il Cho Oyu per un ultimo
saluto: niente, non si vede, evidentemente a deciso così! In circa
5 ore, dopo continui saliscendi, arriviamo al campo base cinese e nei
pressi del torrente da guadare troviamo ad aspettarci Chhouwa e Tapchen
con un thermos di thè! Oltre due ore di viaggio in jeep, per una
mulattiera sconnessa, e giungiamo a Tingri.
Il sogno di pernottare presso il lodge dell'andata svanisce in pochi secondi...Ci
sistemano in un luogo difficile da descrivere e raccontare: stanze (!)
con pareti e pavimenti di argilla e fango, tavolacci al posto di letti,
sporco e polvere ovunque...ci adattiamo. Pensavo che il peggio fosse passato!
Alle 6.30 sveglia e partenza per il confine cinese di Zangmu. Nel frattempo
apprendiamo da Pasang, il nostro cuoco/factotum, che - nella bufera -
si è perso uno yak con tutto il carico (due bidoni di materiali
alpinistici e uno zaino- il mio!!!!).
Alle 13.30 giungiamo a Zangmu. Attesa la frontiera è chiusa, riapre
alle 14. Con circa un'ora e mezza(!) vengono sbrigate le pratiche doganali
e ci dirigiamo quindi verso Kodari, il confine nepalese. Solito trasbordo
di tutti i materiali con i portatori per oltre un chilometro di terra
di nessuno fra Cina e Nepal. Circa 40 portatori, di età compresa
fra gli 8 e i 50 anni, cercano di accaparrarsi, per poche rupie, zaini,
bombole del gas, bidoni, ecc... Leandro Giannageli "eravamo venuti
per vedere e salire le mitiche montagne himalayane e abbiamo visto cos'è
davvero la miseria e la povertà"... Passiamo il confine e
ci troviamo seduti sopra i nostri bagagli su una strada polverosa, fra
baracche, bambini semiunudi che chiedono qualche rupia o "sweet"
- dolci, capre, pecore, gas di scarico di macchine che sbuffano in salita,
escrementi ovunque e...alpinisti provenienti dai luoghi più disparati
del pianeta capitati in quei luoghi in cerca di chissà quali emozioni
e ora alle prese con una realtà sociale e culturale al limite della
descrizione...Dopo circa due ore di attesa riusciamo a recuperare un camion
e furgoncino, e dopo quasi cinque ore di viaggio allucinante su una strada
sterrata continuamente interrotta da frane e smottamenti dove riesce a
passare un solo mezzo per volta, dopo sette posti di blocco di polizia
ed esercito (ad ogni sbarramento il nostro autista scende e paga e i militari
fanno finta di controllare)...vista tale corruzione è semplice
capire come il 35% del territorio nepalese sia controllato dai guerriglieri...dicevo
dopo 5 ore (sono le 20.30 locali) le prime luci, i primi sapori, le prime
contraddizioni di Kathmandu ci accolgono: profumi, sapori, puzza...è
un miscuglio di smog, curry, curcuma, aglio, immondizia e...che ti prende
il naso e la gola, e dopo oltre un mese di aria rarefatta o "sottile"
ti buca lo stomaco e il cervello...
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